12 Lug Come diventare centralinista
Con la nascita del telefono si è sviluppata una figura professionale che si occupa di filtrare e gestire le chiamate in ingresso e in uscita. Sebbene l’ambito della comunicazione abbia subito notevoli cambiamenti negli ultimi anni, il centralinista rimane una mansione molto richiesta dalle aziende e in diversi ambiti lavorativi.
Scopriamo, quindi, tutto ciò che c’è da sapere su questa figura e cosa fare per intraprendere questa carriera lavorativa.
Il centralinista: chi è e di cosa si occupa
Un centralinista si occupa principalmente di controllare ogni attività che si verifica all’interno del centralino e di gestire le diverse chiamate che arrivano. Inoltre, deve anche amministrare tutte quelle in uscita e smistare le varie call alle persone interessate in azienda.
Nel caso la persona richiesta non sia momentaneamente presente o disponibile, deve saper riferire in modo affidabile i messaggi che vengono lasciati.
Altre mansioni di questa figura professionale sono l’aggiornamento della rubrica di un’azienda, il supporto nelle attività di front office e in alcune operazioni amministrative. In poche parole, quindi, si occupa di ogni aspetto che riguarda il centralino di ditte e aziende, avendo l’attenzione di interfacciarsi con i clienti in modo tempestivo e cordiale.
Per riuscire a svolgere al meglio la propria attività il centralinista viene supportato da una specie di copione da seguire. Si tratta di risposte fornite dall’azienda che bisogna ripetere a ogni chiamata in entrata. Successivamente, si deve avere la capacità di comprendere in modo rapido la natura della telefonata, così da capire a chi smistare la comunicazione.
Oltre alle chiamate, il centralinista può anche gestire attività amministrative, simili a quelle che compie solitamente una segretaria o un receptionist. Infatti, può occuparsi di smistare la posta, i fax, le spedizioni, accogliere i clienti e verificare gli accessi nella sede aziendale.
Cosa fare per diventare centralinista
Lavorare come centralinista non richiede particolari titoli. Infatti, basta possedere un Diploma conseguito presso un istituto di scuola superiore per poter iniziare a intraprendere questa carriera lavorativa.
Inoltre, non serve seguire corsi presso scuole di formazione o enti particolari. Naturalmente, è possibile trovare aziende che, successivamente all’assunzione, facciano frequentare dei corsi specialistici per accrescere le competenze dei propri centralinisti.
Le principali abilità richieste sono spiccate doti comunicative, caratteristica che può essere implementata attraverso specifici corsi di aggiornamento e formazione dedicati ai centralinisti. In questo caso, si punta ad accrescere le tecniche di comunicazione e a far superare le barriere durante le telefonate con i clienti che contattano l’azienda, così da rendere le chiamate più efficaci.
In generale, il modo migliore per aumentare competenze e skills in questo ambito lavorativo è la pratica continua. Inizialmente, si potrebbe essere affiancati da un collega con maggiore esperienza in questo campo, considerando che si tratta di un tipo di lavoro dove confidenza e consuetudine svolgono un ruolo determinante.
Il discorso varia per quei centralinisti che operano in ambiti più specialistici, come quello delle emergenze (ospedali, vigili del fuoco e così via). In questi casi, si devono seguire dei corsi che permettono di imparare a gestire un’emergenza senza che si venga sopraffatti dal panico.
Quali doti deve possedere un centralinista per affrontare al meglio questo tipo di lavoro?
Un centralinista deve possedere della abilità e delle qualità specifiche per svolgere tale mansione al meglio. Per prima cosa, deve saper gestire in modo ottimale il centralino, padroneggiando con sicurezza le comunicazioni che avvengono telefonicamente e, in casi particolari, anche in presenza.
Questo implica il possesso di capacità oratorie elevate, parlando in modo chiaro e sintetico. Inoltre, sono richieste elevate abilità nell’ascolto e nell’attenzione verso le richieste da parte dei clienti, assistendoli nel miglior modo possibile.
Dal punto di vista tecnico, un centralinista deve saper utilizzare i principali software da ufficio, ma anche elementi hardware come stampanti e fax. In ambito organizzativo, poi, è importante che organizzi in modo efficace le informazioni e abbia spiccate doti di problem solving legate alle chiamate telefoniche.
Fare il centralinista significa anche riuscire a comunicare almeno in una seconda lingua, preferibilmente in inglese.
In un centralino sono necessarie anche qualità come la pazienza e la calma, considerando che ci può imbattere in situazioni di forte stress e non semplici da gestire come, ad esempio, comunicare con clienti poco decisi che non sanno esprimere bene le loro richieste, trattare con persone poco educate e aggressive ricordandosi una regola d’oro, ovvero rispondere sempre con gentilezza e cortesia.
In più, può anche capitare di sentirsi rivolgere parole poco appropriate o, addirittura, volgari. Indispensabile, infine, è la velocità di un centralinista che deve gestire una grande mole di chiamate giornaliere.
Essere rapidi, dunque, consente di diminuire le tempistiche di attesa dei clienti ed è uno degli aspetti che viene maggiormente valutato quando si giudica il lavoro di questa figura professionale.
Può capitare che un centralinista debba gestire più chiamate contemporaneamente, rimanendo concentrato sui diversi focus e le esigenze dei clienti al telefono, centrando l’obiettivo di soddisfare ogni richiesta con estrema calma e professionalità.
Quanto guadagna chi svolge la mansione di centralinista?
Mediamente, un centralinista può guadagnare poco più di 1.000 euro al mese, con uno stipendio lordo annuale di circa 18 mila euro. Di norma, la retribuzione di partenza minima equivale a 700 euro netti per un contratto part-time, mentre il massimo arriva a poco più di 1.500 euro mensili netti, ma molto dipende dall’azienda che assume.
Questo tipo di retribuzione è differente da quella di un call center, lavoro che può sembrare simile a quello del centralinista, ma che non richiede capacità di organizzazione e di amministrazione, essendo principalmente una mansione di tentata vendita.
Ecco perché non bisogna confondere questi due settori anche quando si tratta di stipendio mensile e annuale. Chi lavora nell’ambito di un call center, infatti, può ottenere una retribuzione massima che si aggira sugli 800 euro al mese, che difficilmente salirà nel corso degli anni di esperienza, considerando che le prospettive di carriera sono quasi nulle.
Di norma, invece, la carriera di chi svolge l’attività di centralinista, dopo un periodo di affiancamento a colleghi con maggiore esperienza, si apre a possibilità di crescita che consentono anche di ottenere un guadagno più elevato.
Possibilità di carriera partendo come centralinista
Come abbiamo appena visto, chi lavora come centralinista ha di fronte a sé la possibilità di far carriera e di non svolgere per sempre la mansione di addetto al centralino. Infatti, è possibile migliorare le proprie abilità per poi intraprendere una carriera in segreteria o nel settore dell’assistenza ai clienti di un’azienda.
Quindi, il lavoro di centralinista apre le porte a diverse possibilità di crescita personale e lavorativa, che rimangono legate al proprio ambiente. Infatti, alcune delle abilità richieste per svolgere tale attività sono sfruttabili in altri lavori.
Solo per citare alcuni esempi, un centralinista può anche essere assunto come receptionist o nella gestione di un front office. Passando al servizio clienti, invece, se abili e intraprendenti ci si può spingere anche fino a diventare responsabile del settore dell’assistenza alla clientela.
Molto dipende, naturalmente, dalle proprie caratteristiche e dalla voglia di far carriera.